terrae

Terrae nasce tra le terre della piana reatina dalla collaborazione di “Comunità Emmanuel”, “Arci Rieti”, “Caritas Diocesana” e l’azienda agricola “Colle Solatìo”; il progetto si pone l’obiettivo di realizzare un orto e una rete  di G.A.S. (gruppo di acquisto solidale). Un orto da coltivare, un orto da lavorare e saper far fruttare, come punto di partenza per sviluppare nuove possibilità per la persona, un orto come luogo in cui seminare e far germogliare una nuova rete di relazioni.

 

La mission del progetto Terrae, infatti, si pone a metà strada tra imprenditoria e inclusione sociale, nel rispetto della sostenibilità ambientale:

  • La comunità Emmanuel, che dal 1980 si occupa dell’accoglienza di persone svantaggiate senza famiglia o emarginate, offre gli appezzamenti di terra e l’inserimento dei beneficiari del progetto in un ambiente lavorativo protetto e accogliente, in cui realizzare percorsi pedagogici di gruppo. Dal 2010 l’Arci di Rieti e la comunità si aprono a uno sguardo eco-sociale per l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale di  categorie svantaggiate, cioè quell’utenza in trattamento da parte delle  associazioni promotrici: richiedenti asilo e rifugiati politici, ospiti del progetto Sprar  (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati ) del Comune di Rieti, utenti tossicodipendenti della comunità terapeutica.
  • L’azienda agricola Colle Solatìo, che dal 2007 collabora con l’Arci di Rieti per l’inserimento lavorativo dei richiedenti asilo e rifugiati ospiti del progetto di accoglienza di Fara in Sabina mette, invece, a disposizione la professionalità e l’investimento economico iniziale necessario allo start-up del progetto, e permette l’attivazione di tirocini formativi, garantendo una formazione effettiva e pratica sulle tecniche di agricoltura e potatura, in un ambiente lavorativo protetto ed accogliente.
  • L’Arci e gli altri partner di progetto, infine, attivano tirocini seguendo il percorso formativo e di crescita di ciascun tirocinante.

 

Terrae ha scelto il metodo di coltivazione biologico che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi  chimica, valorizza le varietà orticole locali e promuove il Km zero come mezzo per ridare vitalità all’economia del territorio e offrire una concreta opportunità di inserimento sociale e lavorativo. Il progetto promuove, infine, la rete di distribuzione dei GAS (gruppo di acquisto solidale), come strumento di vendita partecipata dei prodotti e come mezzo per la divulgazione dei contenuti del progetto e sensibilizzazione del territorio sulle tematiche della decrescita felice.